Se non siete di Bologna o non studiate nella “Dotta” forse non conoscete lo Startup day, iniziativa dell’Alma Mater Studiorum che dal 2014 punta ad avvicinare i suoi giovani studenti al mondo dell’imprenditoria.

Avendo essi svariate competenze, l’Unibo reputa i suoi più di 85.000 studenti e i suoi 3.500 ricercatori un gigantesco potenziale per l’imprenditorialità giovanile. Il principale obiettivo dello Startup Day è proprio quello di mettere in contatto studenti, ricercatori e neolaureati, con una idea di business in mente, con altri soggetti dotati delle competenze mancanti, che potrebbero apportare un valore aggiunto al progetto.

Lo Startup Day è ormai al suo quarto anno di vita e, grazie all’impegno dei suoi ideatori (Alessandro Cillario e Stefano Onofri di StartYouUp) e di chi vi ha lavorato, questa edizione ha raggiunto un gradino più alto: vi è stato un boom di idee candidate, 392 (+118% sul 2017), e l’affluenza di partecipanti alla giornata è stata enorme.

 

Le idee sono tante e l’unione fa la forza: i Players

Il momento centrale della giornata è quello del team meeting, in cui ruolo fondamentale è rappresentato dalla figura del Player, soggetto che con la sua competenza può fornire l’apporto mancante alla startup o al gruppo che lavorerà al progetto di impresa.

Prima dell’evento, chiunque può consultare da casa l’attività dei trenta progetti selezionati che si presenteranno più approfonditamente allo Startup Day ed iscriversi – appunto – come Player. Il giorno dell’evento, poi, gli startupper si siedono attorno ad un tavolo e attendono che i cosiddetti Players ascoltino la presentazione del progetto. Da qui l’incontro che offre al Player la possibilità di conoscere e farsi conoscere dai referenti del progetto e – chissà – entrare a far parte del team.

 

Non solo Team meeting

Il programma dello StartUp Day di quest’anno è stato ricco di novità.

Come gli anni scorsi, i vari turni di team meeting sono stati contornati da un ampio numero di stand di Partner e Supporter del settore, punti di incontro con i rappresentanti delle realtà – pubbliche e private – nazionali e internazionali – che offrono servizi e finanziamenti per sviluppare nuovi progetti imprenditoriali. Per citarne alcuni Intesa San Paolo con il suo team di Open Innovation, H-Farm, Bologna Business School e tanti altri (le occasioni per fare del network sono continue). Inoltre si è potuto assistere agli speech di importanti personalità del settore, ricordiamo l’anno scorso Riccardo Illy, quest’anno Rita Ghedini, Presidente di Lega Coop Bologna, che rinnova per il secondo anno consecutivo il proprio sostegno allo StartUp Day.

Durante l’evento Lega Coop Bologna presenterà in anteprima Coopstartup, il bando finalizzato alla creazione di start up cooperative per giovani under 40 che vivono a Bologna o nei comuni della sua area metropolitana. Il bando prevede formazione, assistenza e 45.000 euro a fondo perduto per la creazione di startup, è promosso da Legacoop Bologna e da Coopfond, il fondo mutualistico per la promozione cooperativa alimentato dal 3% degli utili annuali delle imprese aderenti a Legacoop.

Novità assoluta del 2018, però, è stato l’Investor Time di AlmaCube, che sanciva la conclusione del percorso cominciato con lo StartUp Day 2017delle quattro startup reduci dall’anno di incubazione presso Alma Cube, l’incubatore dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro. L’evento era riservato a acceleratori, investitori e professionisti del settore interessati a monitorare il deal flow delle startup bolognesi.

E’ stato presentato poi il Beta Club, un club per i “senior” professionisti di vari settori, avvocati, notai, medici, ingegneri, che vogliono avvicinarsi e contribuire al mondo delle startup e della giovane impresa innovativa.

Alle ore 18, inoltre, sono stati estratti i premi dell’Unicorn Challenge, competition che mirava a rendere partecipi della giornata anche i semplici visitatori.

È infine andato in scena lo spettacolo teatrale “La storia di Google“, che racconta come Larry Page e Sergej Brin, giovani studenti di Stanford, hanno creato l’azienda più redditizia al mondo, a cura della compagnia Companies Talks.


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