Da alcuni anni Patrizia Cinti ed io siamo impegnati in un progetto associativo (Open Hub) con l’obiettivo di contribuire alla diffusione e alla ricerca sui temi legati all’innovazione sociale. Nei nostri laboratori ci siamo occupati di progetti nelle scuole (con insegnanti, dirigenti scolastici, amministrativi…), nelle Università, nell’ambito della Sanità pubblica e privata, con la Pubblica Amministrazione, nel terzo settore e nei territori.

 

Costruendo una vasta rete abbiamo avuto la fortuna di poterci immergere in moltissime esperienze in giro per l’Italia,  occupandoci di progettazione e facilitazione di processi partecipati costruendo relazioni stabili e proficue in altre nazioni europee e perfino in Brasile e Cina.

 

Con questo post inauguro una serie di contributi dedicati alle metodologie che abbiamo sperimentato per facilitare la partecipazione in contesti associativi, profit o istituzionali. Mettiamo a disposizione del dibattito su tema le nostre esperienze sperando di fare una cosa gradita ai tanti interessati ai processi di valorizzazione dell’intelligenza connettiva.

 

Il primo contributo che presento è dedicato Ecosistema Impresa.

Una bella sfida, quella di Ecosistema Impresa, lanciata da Finsardegna e raccolta da Stefano Gregorini e Urban Center di Cagliari. Una “due giorni” all’insegna dell’innovazione e dell’integrazione di sistema, imprenditori e innovatori insieme per cucire relazioni, sviluppare progettualità e raccontare esperienze. Il ruolo di Open Hub è stato quello di progettare insieme ad Urban Center la mattinata di open innovation, la prima in Sardegna realizzata secondo la modalità che viene descritta.

 

L’obiettivo del percorso è stato quello di far incontrare imprenditori e potenziali innovatori in un contesto che fosse in grado di stimolare un confronto su temi reali e rilevanti incrementando contemporaneamente il loro capitale relazionale. La mattinata si è svolta, guidata  da metodologia partecipativa leggera, attraverso la creazione di una mappa delle criticità del sistema locale e, contemporaneamente, la co-creazione di embrioni di soluzioni condivise.

 

La prima parte della mattinata è stata utilizzata per introdurre il gruppo alla metodologia partecipata. Come di consueto si è dedicato ampio spazio per costruire un vero e proprio patto pedagogico con i partecipanti per la costruzione di un contesto di condivisione e consapevolezza diffusi.

 

Abbiamo ragionato insieme su quali fossero gli elementi (intese come strutture cognitive e comportamentali) di supporto (cd. propulsori) e di vincolo dello sviluppo del pensiero creativo e della ricerca delle soluzioni alle criticità (zavorre) facendo riferimento allo schema che segue rappresentato nella figura, tratto dal testo  Weconomy – L’economia riparte dal Noi, liberamente scaricabile dal sito Weconomy, il nostro portale preferito in tema di economia collaborativa.

 

 

10 Propulsori: coraggio di sperimentare, senso dell’urgenza, spazio all’incubazione, sospensione del giudizio, fiducia reciproca, design del processo, metodo, governance creativa, gestione della frustrazione, costanza nel tempo. 

10 Zavorre: rigidità mentale, fissità funzionale, pregiudizi insuperabili, reticenze comunicative, meccanismi di autocensura, logica emergenziale, eccesso di protagonismo, disordine, esasperazione dei compromessi, paura del cambiamento. 

 

 

La scelta degli strumenti per la fase di mappatura ha prediletto l’utilizzo di tools visuali, caratterizzati da elementi di gamification (le cd. tovaglie parlanti) sviluppati da Open Hub, la cui efficacia è stata consolidata durante numerosi eventi formativi e percorsi partecipati.

 

Ispirati dal tema dal tema delle zavorre e dei propulsori, abbiamo sviluppato e utilizzato più volte con soddisfazione una tovaglia parlante che rappresentasse una mongolfiera.

 

 

L’organizzazione dei lavori è stata semplice:

a) Erano tre i temi prescelti per essere discussi durante la fase di analisi partecipata:
CreditoCollaborazione e Innovazione. 

b) I partecipanti hanno lavorato utilizzando dei postit su tre “mongolfiere”(ciascuna dedicata ad uno dei temi prescelti). Le tovaglie sono state  state affisse su pareti sufficientemente distanti fra loro per permettere ai gruppi di passeggiare e discutere agevolmente. I gruppi di lavoro, costituiti da un massimo di quattro persone, hanno lavorato all’individuazione partecipata degli elementi critici e da valorizzare sui temi del Credito della Collaborazione e dell’Innovazione.  Al termine dell’analisi partecipata l’intero gruppo è stato coinvolto in una sintesi ragionata dei risultati.

 

Le tovaglie parlanti di Open Hub: la mongolfiera con zavorre e propulsori. 

Dalle Mongolfiere ai Velieri

L’obiettivo della fase successiva era di permettere ad innovatori e imprenditori di scambiarsi informazioni sulle rispettive attività. Il magnifico golfo degli Angeli che si apre sulla città di Cagliari ha ispirato la metafora: gli imprenditori sono diventati isole (vocati alla stabilità, contenenti risorse da valorizzare, comunque in perenne mutamento) e gli innovatori grandi velieri (carichi di tesori quali nuove competenze, esperienze, vocazione connettiva..). Il prosieguo della giornata è stata tutta all’insegna della creazione di arcipelaghi (imprenditori che potessero lavorare insieme) e flotte (innovatori che potessero mettere insieme la loro forza di mutamento) sul grande mare “delle Opportunità” sul quale potevano essere tracciate rotte e stabiliti scambi.

 

 

I quaderni della facilitazione. Open Hub ha sviluppato per Urban Center un quaderno della facilitazione della giornata, un documento a disposizione di facilitatori e partecipanti capace di guidare i lavori durante l’intera mattina, attraverso il percorso di Design Thinking.

 

 

 

 

 

Mi chiamo Marco Serra, sono nato ad Oristano, in Sardegna e vivo a Roma. Sociologo del lavoro e dell’organizzazione specializzato in comunicazione d’impresa e relazioni pubbliche, formatore esperto di metodologie partecipative e visuali. Sono Presidente di Open Hub, associazione a vocazione internazionale impegnata nella promozione di temi della social innovation. Coordinatore insieme a Patrizia Cinti del LIS – laboratorio di innovazione sociale – dedicato ad Adriano Olivetti, presso il Dipartimento CoRiS Sapienza Un.di Roma, co-promotore del LIS Karl Popper presso l’Università per Stranieri di Perugia e del LIS Margherita Hack presso la Link Campus University. Ho ideato e contribuito a creare alcune  esperienze associative e sono fra i fondatori di ProPositivo. Faccio parte del gruppo organizzativo del Festival della Resilienza.

Ricercatore socio-economico, ho collaborato per molti anni con importanti Istituti di ricerca italiani (Eurispes, S3Studium). Ho lavorato  in Brasile dove sono stato senior consultant per TIM Brasil, occupandomi di temi legati alla Business Intelligence e alla Sostenibilità. Mantengo stabili relazioni di lavoro e scambio con il contesto universitario e imprenditoriale delle città di Rio de Janeiro, San Paolo del Brasile e Florianopolis. Ha partecipato in qualità di speaker al TEDx presso la Tsingua University di Pechino.