I Must Have Been Blind

Dietro ogni paesaggio c’è sempre un altro paesaggio, che si percepisce con la vaghezza e l’indefinitezza dei fatti immaginativi. ~ Giacomo Leopardi

I Must Have Been Blind è una piccola storia di grandi cambiamenti: di lenti cambiamenti del paesaggio, ma anche di improvvisi mutamenti di percezione.

Sono nato nella Valle del Sacco, una vasta area a sud di Roma che dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ha conosciuto un rapido sviluppo industriale che ne ha compromesso la sua naturale vocazione agricola. L’intreccio tra affari e politica ha permesso l’omissione dei controlli sulle fabbriche inquinanti e la penetrazione nel territorio delle ecomafie. Oggi la valle è inserita nei SIN, i siti di bonifica nazionale e mostra tutte le ferite della crisi industriale.

Quando ho deciso di raccontare un luogo così familiare, ancora non sapevo che di lì a breve mi sarei perso. Iniziando a percorrere le strade che portavano i miei genitori nei vicini stabilimenti industriali, ho finito per scoprire un ambiente in cui il conflitto tra uomo e natura appare incastrato in un moto perpetuo di reciproche sovrascrizioni. Il paesaggio, sempre più indefinito, diventa una terra di nessuno dalla quale la presenza umana sembra esclusa, fragile come le tracce che lascia al di fuori dei propri confini.

Il senso di alienazione è tale da non riconoscere più il luogo in cui si è vissuto, ma se perdersi è inevitabile, lo sguardo può aprirsi ad una nuova immaginazione, ad un ritorno ad una condizione di predisposizione alla sorpresa per ripensare se stessi e lo spazio che si abita.

 


Simone D’Angelo è un fotografo documentarista. Il progetto I Must Have Been Blind sarà in esposizione al Festival Riaperture di Ferrara dal 17 al 19 marzo 2017.

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